sabato 9 novembre 2013

ATTENZIONE! Le regioni del Nord impongono le condizioni allo Stato: più efficienza!



Nonostante la notizia sia di quelle importanti, il risalto mediatico che è stato dato all'accordo del tavolo Stato-Regioni non gli rende certo merito.

Riprendiamo quindi la notizia e diamole il giusto valore.

Pochi giorni fa, durante la Conferenza delle Regioni, i 3 governatori leghisti di Piemonte, Lombardia e Veneto hanno imposto che i costi standard nella Sanità vengano applicatati immediatamente fin da fine 2013 e non dal 2015 come richiesto dallo Stato Centrale e dalle altre Regioni in difficoltà finanziaria.
Questa manovra alleggerisce di circa 50 milioni i conti della sola Regione Lombardia permettendo ingenti risparmi per le tasche dei cittadini Lombardi.

mercoledì 6 novembre 2013

L'allodola - Bobby Sands - One Day In My Life

Sto leggendo "One day in my life", un libro che racconta la storia di Bobby Sands.
Un indipendentista irlandese che morî orgogliosamente nel 1981 in un carcere inglese in seguito a uno sciopero della fame durato 66 giorni.
Protestô per il bene di un popolo continuamente offeso e maltrattato fino a subire umilianti sevizie  carceri inglesi.



Non servono commenti per il racconto che segue.

sabato 21 settembre 2013

La legge sulla Cittadinanza Svizzera



Continuando il discorso con tema "Immigrazione e cittadinanza", trovo interessante seguire il sistema Svizzero che da lezioni di Democrazia (con la "D" maiuscola).

Premettiamo semplicemente che la legge attuale permette di richiedere la cittadinanza dopo 10 anni di permesso C (lavorativo) dando molto peso al giudizio dei Comuni e dei Cantoni.
Il candidato-cittadino deve avere dei requisiti sia lavorativi che di conoscenze adeguate per ambire al passaporto rossocrociato.

Ecco un articolo interessante sul dibattito in corso:

venerdì 2 agosto 2013

Perchè NO allo Ius soli?



Il tema dell'immigrazione è molto delicato perché da ogni schieramento esiste una volontà politica di strumentalizzarlo, chi PRO e chi CONTRO.

Vediamo innanzitutto qualche cifra:

mercoledì 31 luglio 2013

Corte Costituzionale: che i Comuni Siciliani non paghino le sanzioni!


Ed ecco che nella nostra fantastica Repubblica [delle Banane] (si può dire ancora?) esistono due pesi e due misure.

venerdì 26 luglio 2013

Fondi solo per i neonati italiani - esposto contro il Comune di Serina


PREMESSA:
a tutti gli amici che non credono al fatto che gli extracomunitari hanno più diritti dei cittadini italiani li invito (fisicamente) a recarsi in qualche pronto soccorso, ASL, Comune o sindacato e stanziarvi qualche giorno per vedere con i vostri occhi le agevolazioni e gli aiuti che gli diamo.
Per citarne qualcuno: alimenti gratis dalla caritas, priorità per le case popolari, pensione minima al nonno che vive in Marocco (per dire un paese a caso) e non ha mai versato 1€ di contributo, assistenza sanitaria sempre gratuita (esentati da ticket), lezioni su come disattendere i mandati di espulsione, matrimoni combinati.


Ecco l'articolo tratto da L'Eco d Bergamo

L'Asgi (Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione) e la Cooperativa sociale Ruah di Bergamo hanno depositato un ricorso al Tribunale di Bergamo contro il Regolamento Comunale di Serina (Bergamo), approvato con delibera risalente all'agosto 2003, che prevede un contributo  alle famiglie per nuove nascite pari a circa 520 euro, riservandolo ai soli bambini di cittadinanza italiana.

«Le associazioni ricorrenti - si legge in un comunicato stampa - sottolineano come la discriminazione operata dal Comune di Serina nei confronti dei bambini di nazionalità straniera e delle loro famiglie, si pone in contrasto con tutta una serie di norme di natura costituzionale, internazionale (Convenzione diritti del fanciullo) e legislativa che non ammettono distinzioni tra cittadini e non nella fruizione delle prestazioni di assistenza sociale e di sostegno al reddito familiare».  

Le associazioni fanno presente di aver presentato ricorso al Tribunale di Bergamo, «dopo che nel giugno scorso avevano segnalato con apposita lettera al Sindaco di Serina  il carattere illegittimo e discriminatorio del Regolamento comunale chiedendone la modifica, senza ottenere alcuna risposta».

Il ricorso presentato al Tribunale di Bergamo fa seguito ad alcune decine di azioni giudiziarie  già presentate dall'ASGI negli anni e mesi scorsi dinanzi ai tribunali lombardi, principalmente di Brescia e Bergamo, «contro analoghi provvedimenti discriminatori approvati da enti locali e che nella quasi totalità dei casi si sono risolti con la condanna delle amministrazioni locali.
Con il ricorso presentato, le associazioni ricorrenti chiedono al giudice di Bergamo di accertare e dichiarare il carattere discriminatorio del Regolamento comunale di Serina, di ordinare conseguentemente al Sindaco di modificarlo eliminando ogni discriminazione nei confronti dei bambini e delle famiglie straniere, e di pagare  il beneficio ai figli di genitori stranieri che ne avrebbero avuto diritto se non avesse operato la discriminazione basata sulla nazionalità, con effetto retroattivo dal momento in cui il Regolamento è entrato in vigore». 

«Secondo quanto previsto dalla legislazione italiana in materia di azioni giudiziarie anti-discriminazione  - si legge ancora nel comunicato stampa in cui si dà comunicazione della presentazione del ricorso - , in recepimento dell'apposita direttiva europea, le associazioni ricorrenti chiedono inoltre al giudice di Bergamo che ordini la pubblicazione, a spese del Comune di Serina, dell'apposita ordinanza giudiziaria  su "La Repubblica" o altro  quotidiano di rilevanza nazionale».


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E chi paga? Sempre il somaro Lombardo! 

giovedì 25 luglio 2013

Indipendenza: a Brescia passa la mozione per il referendum


E adesso? “Adesso, se io fossi il presidente Molgora, scriverei al presidente della Regione, ai Comuni, alle Comunità Montane, e direi che il consiglio provinciale bresciano ha approvato, e con larga maggioranza, la mozione per sostenere il referendum consultivo per l’indipendenza della Lombardia”.
La prima bandiera sulla Luna, sul desertico orizzonte lunare della politica l’ha piantata Brescia. E vorrà dire pur qualcosa se un’area di 1 milione e 300mila abitanti, ricorda Giulio Arrighini, promotore della mozione e segretario di Indipendenza Lombarda, fa da guastatore nell’aprire il varco ai “barbari” che trovano come controparte un esercito bolso da decadenza dell’impero.
“Insomma, il risultato c’è, ed è il primo tassello di un mosaico che impone che la politica esprima o dissenso o necessità di aprire dopo questo nuovi varchi. Il 30 luglio attendiamo poi  in Veneto in Consiglio regionale l’apertura della discussione sul pdl per l’indipendenza. Contrariamente – spiega Arrighini – a chi dà per fine a se stessa se non addirittura sul viale del tramonto, la rivendicazione dell’autodeterminazione, io vedo invece che le nostre “sacche di resistenza” non sono ininfluenti, il risveglio delle coscienze è effettivo, non si è fatto del tutto mortificare dagli ingannevoli proclami del passato.
Poi… mi sia concesso dire che l’approvazione rappresenta per me l’ato più importante di tutta la mia esperienza politica. Per certi versi, non solo una meta ma un nuovo inizio”.
Arrighini, si è detto che ora spetta al vostro presidente sollecitare e fare sistema.
“Non chiediamo nulla che non sia dovuto. Il comma 6 dell’articolo 46 del regolamento afferma che dopo 30 giorni da questo voto, il presidente e la giunta provinciale rendano conto di come hanno dato seguito all’esito del parere consiliare. Tanto per capirci, noi abbiamo acceso una scintilla, adesso la politica deve dare prova di coerenza con una mobilitazione istituzionale che coinvolga tutta la Regione, per promuovere non solo la raccolta firme ma per riproporre lo schema della mozione, la cui paternità lo ricordiamo è del comitato Color44, affinché Brescia non resti sola. Milano, Como, Cremona, Pavia, Sondrio, Varese… Mantova… Le province, i comuni… Ci aspettiamo che chi ha dato corso a questo risultato, allarghi il peso istituzionale della mozione”.
Che è stata votata da…?
“20 sì, 8 no, 1 astenuto. Il centrodestra ha appoggiato l’inziativa. La sinistra ha votato contro anche sem guardando con attenzione i numeri, ne mancano 3 all’appello…”.
Come dire, non ci mettiamo troppo di traverso?
“Più o meno. Sorprendente il voto di Fratelli d’Italia: favorevole. Hanno specificato che non voteranno a favore dell’indipendenza, nel referendum, ma questo non toglie che il popolo lombardo non abbia il diritto di esprimersi, di far sapere”.
“In tanti di anni di nulla di fatto, che un’amministrazione lombarda esorti un referendum sull’indipendenza… è una data storica. Possiamo forzare la mano e dire che, come accaduto già in passate tornate elettorali, il perimetro che si potrebbe delineare è quello di un lombardo-veneto identitario”.
C’è chi contesta che non esista una identità lombarda.
“Si può contestare un fatto, ma l’identità resta. La sinistra tradizionalmente impugna questa ideologia negazionista, ma la storia dice altro, nonostante la difficoltà politica ad affermare nei numeri il principio dell’indipendenza.
Faccio una citazione e poi lascio che il lettore o il detrattore rifletta.
“La Lombardia assunse uno Statuto Politico preciso nel XII secolo, quando le sue città si schierarono contro Federico Barbarossa. Terra di città, borghi e di fertili campi, nel Medioevo la Lombardia era sopprattutto una regione di centri politici autonomi, che non raggiunse mai una forte unità istituzionale centralizzata, tanto che già allora alcuni osservarono che se i Lombardi avessero avuto un re, questi non avrebbe avuto uguali sulla terra. Pertanto da alcuni anni molti ricercatori indagano l’influsso che le istituzioni hanno avuto sulla storia politica e sociale della Lombardia. La crescita della popolazione, la conquista di nuove aree di coltura, la costruzione dei castelli, i rapporti tra la signoria territoriale e quella fondiaria sono qui tratteggiati, mettendo in luce la forza trainante che nel medioevo ebbero le campagne, “luogo di incubazione di forze sociali e produttive, di ceti dirigenti nobiliari e di ceti artigianali di liberi”. E’ tratto da Storia della Lombardia Medioevale- , di Giancarlo Andenna, Professore ordinario di Storia Medievale presso la sede di Brescia dell’Università Cattolica di Milano. Ecco, questa se vogliamo è la cornice “teorica””.
Serve il coraggio politico, la concretezza.
“Noi la nostra parte l’abbiamo fatta, adesso vediamo quanti escono allo scoperto. Certo è che se noi, come Indipendenza Lombarda, siamo riusciti a portare a casa con alleanze trasversali, questo dato politico non indifferente, ci aspettiamo che la presa di posizione ai livelli più alti diventi un piano di guerra contro Roma. Noi da Roma non abbiamo bisogno di nulla. Forse altri ancora sì, e da elementi stabilizzatori del sistema quali sono, sono chiamati a moderarsi e a fare da garanti, con l’abito di un altro monaco, di poteri forti”. 

Perchè sostenere la causa indipendentista?



In italia la parola "indipendenza" viene spesso legata a un'accezione negativa perché associata a un'altro termine molto simile: "secessione".

Ma riprendendo la descrizione d'"indipendenza" si appura che questa "è la situazione in cui un Paese non è sottomesso all'autorità di un altro".
È il processo di maturazione di un popolo che ambisce ad autogestire dei settori fondamentali per il proprio territorio.

Nel caso italiano, questa forma d'indipendenza fu prevista dalla Costituzione con l'istituzione di organi di governo più vicini al territorio quali le Regioni e le Province.
Questo indipendentismo costituzionale fu subito disatteso nella stessa Carta perché prevedeva un numero limitatissimo di competenze spettanti a questi organi creando di fatto delle scatole vuote: dei carrozzoni!

La spinta indipendentista però non fu mai sopita ne a destra ne a sinistra tanto che a fine anni '80 venne depositata in Parlamento una proposta di legge costituzionale che correggesse l'ambiguità normativa specificando solo i campi d'azione del Governo centrale (sicurezza nazionale, politica monetaria e politica estera) e cedendo di conseguenza tutto il resto alle Regioni.

Questa proposta, come tipico del sistema lobbistico e burocratico italiano, è stata lasciata morire fino alla modifica dell'art 117 nel 2001 che pose la traccia del cambiamento da seguire ma in sostanza non diede grandi miglioramenti.

Ad ogni modo, il passo parallelo a una norma di questo tipo è il rimodulamento delle Regioni con la loro fusione in macro-regioni (previsti dalla Costituzione del 1948) perché sono enti troppo grandi per raggiungere il singolo cittadino e troppo piccoli per raffrontarsi con lo Stato centrale.
Questa fusione in 3-4 macro-regioni + isole permette la creazione de facto di uno Stato di forma federale concedendo agli organi territoriali l'autonomia legislativa adeguata e la responsabilità per ottimizzare l'amministrazione della finanza pubblica.

"Indipendenza" non è sinonimo di "autarchia" ma anzi offre tanti vantaggi tra i quali:
1. Responsabilizzazione etica ed economica degli amministratori locali che rispondono direttamente ai cittadini
2. Maggior trasparenza di spesa in quanto i soldi non si allontanano dal territorio e vengono investiti su progetti definiti
3. Possibilità di un processo decisionale dal basso con referendum mirati su un'area ben delimitata con esigenze più uniformi
4. Gestione meno dispersiva/dispendiosa della finanza pubblica con conseguenti risparmi destinabili a fondi di perequazione strutturati secondo le esigenze reali dei territori disagiati della Federazione

Ma qua la domanda posta da alcuni è: con l'indipendenza si corre il rischio che il passo successivo sia la secessione?
Si, questo rischio è reale sul piano teorico ma nel momento in cui contestualizziamo il legame esistente tra i popoli italiani e la fase storica in cui viviamo sarebbe deleteria ogni forma di divisione netta.

Parimenti è deleteria ogni forma statale che mantenga il parassitismo odierno
Serve il coraggio di far crescere i futuri uomini e donne con valori etici e di libertà saldi e sopratutto serve che i politici di oggi lascino ogni pregiudizio e facciano quelle riforme utili alla crescita della nostra società.

mercoledì 24 luglio 2013

[Verso una forma di Federazione] Perchè lo Stato Italiano è fallito?



Lo stallo istituzionale e politico nel quale si trova lo Stato Italiano è causato (ovviamente) dalla classe dirigente italiana, da sempre (SEMPRE) incapace di competere positivamente verso un miglioramento della società sia a livello economico che sociale.

Ogni fazione politica fa a gara per attrarre il maggior numero di voti coccolando questa o quell'altra classe sociale, associazione, azienda o parrocchia offrendo agevolazioni economiche, e sostegno statale una volta raggiunta la "stanza dei bottoni".

Tutto ciò mascherato da grandi partiti moralistici o pseudo-innovatori talvolta illudendo il popolino, talvolta comprandoselo con il posto statale o aiutando l'azienda (multinazionale o quasi) in difficoltà apparente!

Questo peggioramento graduale iniziato quasi 40 anni fa ci ha portato alla rovina arrivando al punto che, oggi, nessun partito è in grado di proporci un programma che, anziché cavalcare l'onda delle tendenze, abbia uno scopo ben preciso.

La causa è data da due fattori:
1. il declino morale di una classe dirigente cresciuta e istruita secondo i criteri di cui sopra e da un sistema scolastico incapace di formare uomini e donne della tempra adeguata per formare una classe politica seria.
2. una forma istituzionale debole che è incapace di prendere decisioni. Un Sistema che è sempre alla ricerca di un compromesso che, come è risaputo, non fa altro che scontentare ogni parte coinvolta innescando appunto un circolo vizioso. La lotta politica non è più incentrata sul raggiungimento del benessere ma al raggiungimento della supremazia rispetto all'avversario politico.

Questo "compromesso" è il peccato originale da cui è nata la Costituzione italiana che vede punti d'eccellenza e punti ambigui.

L'ambiguità di questi continui compromessi la si trova anche nella severità con la quale lo Stato pretende il rispetto del patto di stabilità da alcune Regioni mentre altre continuano, imperterrite, a ripianare i loro buchi grazie ad aiuti statali.

Quindi, come possiamo diventare uno Stato normale? Qual'è l'obiettivo che vogliamo porci per poter vivere in un paese veramente democratico e non dominato dall'anarchia partitica?

Il centralismo decisionale non ha fatto altro che accentuare le diversità tra i popoli e la forzata convivenza spesso ha prodotto troppi mostri d'ignoranza e opportunismo (parassiti) e la tendenza attuale della globalizzazione mira a cancellare le diversità per creare un popolo di consumatori dalle volontà facilmente guidabili e intercettabili.

Quale quindi miglior soluzione se non una Federazione?
Non un matrimonio, ma una convivenza a patti chiari, scritti e sempre trattabili ad armi pari.

Più avanti avrò modo di approfondire le varie tesi di "Federazione" o "Confederazione" proposte da diversi studiosi sottolineandone vantaggi e svantaggi.
Quel che ora mi preme è sfatare il mito che certuni che amano definirsi "progressisti" diffondono sul federalismo. Mito (simpatico quanto idiota) secondo il quale prima ci si chiude nella propria Regione, poi nella Provincia, poi nel Comune e infine in casa propria!

I sistemi federati sono invece l'apertura dei vari Cantoni/Stati che uniscono le loro forze per:
1. Condividere esperienze d'eccellenza nel campo sociale/sanitario
2. "Fare Sistema" per aumentare la propria competitività a livello economico a livello internazionale
3. Ottimizzare le spese a livello Federale (spese sanitarie, di sicurezza, ecc...)
3. Diventare polo attrattivo di persone e investimenti utili amigliorare il benessere interno alla Federazione

[CansùDeRivolta] Manic Street Preachers - If You Tolerate This


Manic Street Preachers - If You Tolerate This
Lyrics


The future teaches you to be alone
The present to be afraid and cold
So if I can shoot rabbits
Then I can shoot fascists

Bullets for your brain today
But we'll forget it all again
Monuments put from pen to paper
Turns me into a gutless wonder

And if you tolerate this
Then your children will be next
And if you tolerate this
Then your children will be next
Will be next
Will be next
Will be next

Gravity keeps my head down
Or is it maybe shame
At being so young and being so vain

Holes in your head today
But I'm a pacifist
I've walked La Ramblas
But not with real intent

And if you tolerate this
Then your children will be next
And if you tolerate this
Then your children will be next
Will be next
Will be next
Will be next
Will be next

And on the street tonight an old man plays
With newspaper cuttings of his glory days

And if you tolerate this
Then your children will be next
And if you tolerate this
Then your children will be next
Will be next
Will be next
Will be next

giovedì 27 giugno 2013

[CansùDeRivolta] Giorgio Gaber - Io se fossi Dio


Come Gaber nessun artista ha saputo essere così imparziale e superiore nei giudizi.
Comunista (forse l'unico vero comunista in Padania) è stato un cantautore impegnato socialmente.



Io se fossi Dio
e io potrei anche esserlo
sennò non vedo chi.
Io se fossi Dio
non mi farei fregare dai modi furbetti della gente
non sarei mica un dilettante
sarei sempre presente.
Sarei davvero in ogni luogo a spiare
o meglio ancora a criticare
appunto cosa fa la gente.
Per esempio il piccolo borghese
com'è noioso
non commette mai peccati grossi
non è mai intensamente peccaminoso.
Del resto, poverino, è troppo misero e meschino
e pur sapendo che Dio è più esatto di una Sveda
lui pensa che l'errore piccolino
non lo conti o non lo veda.
Per questo
io se fossi Dio
preferirei il secolo passato
se fossi Dio
rimpiangerei il furore antico
dove si odiava e poi si amava
e si ammazzava il nemico.
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli.
Io se fossi Dio
non sarei così coglione
a credere solo ai palpiti del cuore
o solo agli alambicchi della ragione.
Io se fossi Dio
sarei sicuramente molto intero e molto distaccato
come dovreste essere voi.
Io se fossi Dio
non sarei mica stato a risparmiare
avrei fatto un uomo migliore.
Sì, vabbe', lo ammetto
non mi è venuto tanto bene
ed è per questo, per predicare il giusto
che io ogni tanto mando giù qualcuno
ma poi alla gente piace interpretare
e fa ancora più casino.
Io se fossi Dio
non avrei fatto gli errori di mio figlio
e sull'amore e sulla carità
mi sarei spiegato un po' meglio.
Infatti non è mica normale che un comune mortale
per le cazzate tipo compassione e fame in India
c'ha tanto amore di riserva che neanche se lo sogna
che viene da dire
“Ma dopo come fa a essere così carogna?”
Io se fossi Dio
non sarei ridotto come voi
e se lo fossi io certo morirei per qualcosa di importante.
Purtroppo l'occasione di morire simpaticamente
non capita sempre
e anche l'avventuriero più spinto
muore dove gli può capitare e neanche tanto convinto.
Io se fossi Dio
farei quello che voglio
non sarei certo permissivo
bastonerei mio figlio
sarei severo e giusto
stramaledirei gli inglesi come mi fu chiesto
e se potessi
anche gli africanisti e l'Asia
e poi gli americani e i russi
bastonerei la militanza come la misticanza
e prenderei a schiaffi
i volteriani, i ladri
gli stupidi e i bigotti
perché Dio è violento!
E gli schiaffi di Dio
appiccicano al muro tutti.
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli.
Finora abbiamo scherzato.
Ma va a finire che uno
prima o poi ci piglia gusto
e con la scusa di Dio tira fuori
tutto quello che gli sembra giusto.
E a te ragazza
che mi dici che non è vero
che il piccolo borghese è solo un po' coglione
che quell'uomo è proprio un delinquente
un mascalzone, un porco in tutti i sensi, una canaglia
e che ha tentato pure di violentare sua figlia.
Io come Dio inventato
come Dio fittizio
prendo coraggio e sparo il mio giudizio e dico:
speriamo che a tuo padre gli sparino nel culo, cara figlia.
Così per i giornali diventa
un bravo padre di famiglia.
Io se fossi Dio
maledirei davvero i giornalisti
e specialmente tutti
che certamente non sono brave persone
e dove cogli, cogli sempre bene.
Compagni giornalisti avete troppa sete
e non sapete approfittare delle libertà che avete
avete ancora la libertà di pensare
ma quello non lo fate
e in cambio pretendete la libertà di scrivere
e di fotografare.
Immagini geniali e interessanti
di presidenti solidali e di mamme piangenti.
E in questa Italia piena di sgomento
come siete coraggiosi, voi che vi buttate
senza tremare un momento.
Cannibali, necrofili, deamicisiani e astuti
e si direbbe proprio compiaciuti.
Voi vi buttate sul disastro umano
col gusto della lacrima in primo piano.
Sì, vabbe', lo ammetto
la scomparsa dei fogli e della stampa
sarebbe forse una follia
ma io se fossi Dio
di fronte a tanta deficienza
non avrei certo la superstizione della democrazia.
Ma io non sono ancora
del regno dei cieli
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli.
Io se fossi Dio
naturalmente io chiuderei la bocca a tanta gente
nel regno dei cieli non vorrei ministri
né gente di partito tra le palle
perché la politica è schifosa e fa male alla pelle.
E tutti quelli che fanno questo gioco
che poi è un gioco di forza ributtante e contagioso
come la lebbra e il tifo
e tutti quelli che fanno questo gioco
c'hanno certe facce che a vederle fanno schifo
che sian untuosi democristiani
o grigi compagni del Pci.
Son nati proprio brutti
o perlomeno tutti finiscono così.
Io se fossi Dio
dall'alto del mio trono
vedrei che la politica è un mestiere come un altro
e vorrei dire, mi pare Platone
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più coglione.
È un uomo a tutto tondo
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo
che scivola sulle parole
anche quando non sembra o non lo vuole.
Compagno radicale
la parola compagno non so chi te l'ha data
ma in fondo ti sta bene
tanto ormai è squalificata
compagno radicale
cavalcatore di ogni tigre, uomo furbino
ti muovi proprio bene in questo gran casino
e mentre da una parte si spara un po' a casaccio
dall'altra si riempiono le galere
di gente che non c'entra un cazzo.
Compagno radicale
tu occupati pure di diritti civili
e di idiozia che fa democrazia
e preparaci pure un altro referendum
questa volta per sapere
dov'è che i cani devono pisciare.
Compagni socialisti
ma sì, anche voi insinuanti, astuti e tondi
compagni socialisti
con le vostre spensierate alleanze
di destra, di sinistra, di centro
coi vostri uomini aggiornati
nuovi di fuori e vecchi di dentro
compagni socialisti, fatevi avanti
che questo è l'anno del garofano rosso e dei soli nascenti
fatevi avanti col mito del progresso
e con la vostra schifosa ambiguità
ringraziate la dilagante imbecillità.
Ma io non sono ancora
nel regno dei cieli
sono troppo invischiato
nei vostri sfaceli.
Io se fossi Dio
non avrei proprio più pazienza
inventerei di nuovo una morale
e farei suonare le trombe per il Giudizio universale.
Voi mi direte: perché è così parziale
il mio personalissimo Giudizio universale?
Perché non suonano le mie trombe
per gli attentati, i rapimenti
i giovani drogati e per le bombe.
Perché non è comparsa ancora l'altra faccia della medaglia.
Io come Dio, non è che non ne ho voglia
io come Dio, non dico certo che siano ingiudicabili
o addirittura, come dice chi ha paura, gli innominabili
ma come uomo come sono e fui
ho parlato di noi, comuni mortali
quegli altri non li capisco
mi spavento, non mi sembrano uguali.
Di loro posso dire solamente
che dalle masse sono riusciti ad ottenere
lo stupido pietismo per il carabiniere
di loro posso dire solamente
che mi hanno tolto il gusto di essere incazzato personalmente.
Io come uomo posso dire solo ciò che sento
cioè solo l'immagine del grande smarrimento.
Però se fossi Dio
sarei anche invulnerabile e perfetto
allora non avrei paura affatto
così potrei gridare, e griderei senza ritegno
che è una porcheria
che i brigatisti militanti siano arrivati dritti alla pazzia.
Ecco la differenza che c'è tra noi e gli innominabili:
di noi posso parlare perché so chi siamo
e forse facciamo più schifo che spavento
di fronte al terrorismo o a chi si uccide c'è solo lo sgomento.
Ma io se fossi Dio
non mi farei fregare da questo sgomento
e nei confronti dei politicanti sarei severo come all'inizio
perché a Dio i martiri
non gli hanno fatto mai cambiar giudizio.
E se al mio Dio che ancora si accalora
gli fa rabbia chi spara
gli fa anche rabbia il fatto che un politico qualunque
se gli ha sparato un brigatista
diventa l'unico statista.
Io se fossi Dio
quel Dio di cui ho bisogno come di un miraggio
c'avrei ancora il coraggio di continuare a dire
che Aldo Moro insieme a tutta la Democrazia cristiana
è il responsabile maggiore
di vent'anni di cancrena italiana.
Io se fossi Dio
un Dio incosciente, enormemente saggio
c'avrei anche il coraggio di andare dritto in galera
ma vorrei dire che Aldo Moro resta ancora
quella faccia che era.
Ma in fondo tutto questo è stupido
perché logicamente
io se fossi Dio
la Terra la vedrei piuttosto da lontano
e forse non ce la farei ad accalorarmi
in questo scontro quotidiano.
Io se fossi Dio
non mi interesserei di odio e di vendetta
e neanche di perdono
perché la lontananza è l'unica vendetta
è l'unico perdono.
E allora
va a finire che se fossi Dio
io mi ritirerei in campagna
come ho fatto io.

mercoledì 26 giugno 2013

Il Governo letta e il razzismo verso i giovani del nord


Il governo Letta, su 1,3 miliardi di euro per incentivare la crescita economica, decide di stanziarne 1 miliardo per il Sud. (fonte Corriere.it):

da corriere.it:
"Il governo ha messo sul piatto 794 milioni per la stabilizzazione degli under 30. Così come annunciato, le risorse andranno per lo più alle Regioni del Sud"
"Oltre a «ulteriori misure nei territori del Sud»: 80 milioni di rifinanziamento delle misure per l’autoimpiego e autoimprenditorialità, 80 milioni di rifinanziamento del Piano di Azione e Coesione, 168 milioni di finanziamento per borse di tirocinio formativo a favore di giovani che non lavorano, non studiano e non partecipano ad attività di formazione."


da leganord.org:
“Ieri Letta ha mentito rispondendo in Aula che i giovani disoccupati del Nord non sarebbero stati messi in secondo piano.
Il via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge per il rilancio dell'occupazione mette nero su bianco che sarà, come sempre, il mezzogiorno a garantirsi il triplo delle risorse rispetto a tutto il resto del Paese.

È inaccettabile che il Nord, che ha mantenuto e continua a mantenere l’Italia intera, sia abbandonato a se stesso e al suo destino.
Siamo di fronte all’ennesimo e vergognoso schiaffo al Nord e a tutti i cittadini del settentrione che non trovano lavoro.
Mi domando come i colleghi della maggioranza eletti al Nord possano accettare scelte di questo tipo da parte del Governo ma soprattutto mi chiedo che quale coraggio riusciranno a guardare in faccia, da oggi in poi, i giovani del settentrione che vivono quotidianamente sulla propria pelle il dramma della disoccupazione”.


 Lo dichiara Massimiliano Fedriga, capogruppo in Commissione Lavoro per la Lega Nord, commentando la notizia del via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge per il rilancio dell'occupazione.

Padania-Europa




Tanto con l'ipotesi di una Costituzione federale, come quella più "forte" di un ordinamento confederale, [...] le relazioni economiche e d'ogni altro genere saranno libere: non verranno assoggettate a limiti diversi dal rispetto delle leggi vigenti, non incontreranno "confini" di qualsiasi genere, si svolgeranno sullo stesso piano su cui ormai si instaura la libera circolazione europea di persone, merci e capitali.

Gianfranco miglio - Le mie riforme

------- English ------

Both with the idea of ​​a federal constitution, such as the "stronger" of a confederal arrangement, [...] the economic relations and any other type, will be free: will not be subject to restrictions other than compliance with applicable laws, does not meet "boundaries" of any kind, will take place on the same plane on which now is established the European free movement of people, goods and capital.

Gianfranco Miglio - My reforms


------- Bergamàsc ------

Tànt con l'idea de öna Costitusiù federàle, tànt quàt chèla piö "forta" de ün urdinamét confederàt, [...] i relàsiù economiche e töte 'i otre i sarà libere: i sarà mia asugetàde a diferènt limiti se mia öl rispèt di norme in vìgur, i avrà mia di "cunfì", i vivrà sùra öl stèss piano de la libera circulasiù europea de persune, merci e capitai che al ghè adés.

Gianfranco Miglio - I me riforme

martedì 25 giugno 2013

«Pechino cavoli vostri»

da Sole 24 Ore

«Pechino cavoli vostri». Espressione cruda (ma efficace) per spiegare l'atteggiamento della Banca centrale cinese: chi è in crisi di liquidità, che se la sbrighi da solo. E la Borsa cinese tocca il minimo da quattro anni e mezzo: -5,08%. Il secondo tonfo consecutivo.
Chi ha prestato i soldi ed è nei guai che trovi il modo di venirne fuori. La scadenza imminente di 1,5 trilioni di Wmps (prodotti sostituitivi di linee di credito trasparenti) sta mettendo molte banche con le spalle al muro, incapaci come sono di rifinanziare il debito.


Il credit crunch manda in crisi un modello finanziario considerato non più sostenbile.
Oggi secondo tonfo consecutivo del mercato azionario di Shanghai, anche oggi scosso dai timori di una crisi di liquidità in Cina. Le autorità centrali non danno segni di voler intervenire, nell'auspicio che le banche, alle prese con riserve di contante in diminuzione a fronte di un costo del denaro che resta elevato, risolvano i loro problemi da soli.
In chiusura Hong Kong si è riportata in rialzo (+0,21%) mentre Shanghai ha contenuto il
calo (-0,18%). Una conclusione che sembra ridimensionare le preoccupazioni di una crisi di liquidità e della frenata nella crescita della seconda economia più grande al mondo. 

[CansùDeRivolta] J-Ax - Io mi rifiuto



Ed ecco la collana [CansùDeRivolta] di artisti ne dialettali ne politicamente schierati che raccontano i disagi della nostra società o del mondo che vorrebbero costruire!



Ciao Pino, sei un venduto, rompi il cazzo per la musica commerciale e poi suoni insieme a J ax… sei uno schifo, Gregorio dal Billionaire.

J ax: Fino a quattordici anni avevo l'ora di dottrina,
poi la mia prof d'italiano era sessantottina, ho
partecipato a una protesta che non so ricordare
come la seconda strofa del mio inno nazionale
i miei volevano vacanze in meridione
io sognavo le disco, scappavo a Riccione
se qualche riccone si è comprato lo stato
non mi sono scandalizzato, già lo davo per scontato
quindi non chiedete se credo alla nazione
mentre pago il pizzo senza avere protezione

RIT - Sarà che da bambino m'hanno rotto il muso
Sarà che il primo amore mi ha fatto cornuto
So come ci si sente quando sei escluso
Io mi rifiuto…
Il mio peggior nemico è sempre un mantenuto
Il mio miglior amico è stato detenuto
Siccome il mio pianeta se lo son venduto
Io mi rifiuto…
Io mi rifiuto…

J ax: Voglio una vita da spot tv fin da bambino
Colazione col mulino, bianco come l'omino
Così che ora voglio solo roba industriale
La gomma senza zucchero con dentro l'aspartame
Che bello mangiare come un dodicenne
Che quando vai al bagno, poi sciogli le piastrelle
Ho un danno permanente, un fegato che prega
Poteva andarmi peggio, e diventare vegan
Che costa sempre un botto mangiare roba buona
Il prezzo più no-global è solo da McDonald

RIT- Sarà che da bambino m'hanno rotto il muso
Sarà che il primo amore mi ha fatto cornuto
So come ci si sente quando sei escluso
Io mi rifiuto…
Il mio peggior nemico è sempre un mantenuto
Il mio miglior amico è stato detenuto
Siccome il mio pianeta se lo son venduto
Io mi rifiuto…
Io mi rifiuto…

Pino scotto: Bravo, lì devi andare, al Billionaire, prima di parlare di persone come J ax, sciacquati la bocca, coglione. Dovresti conoscerlo, prima di parlare della gente, impara a conoscerla, stronzo, e vai al Billionaire, insieme a tutte quelle gnocche troie, che poi non te la danno neanche, se non paghi, coglione… fanculo

J ax: Non vedo l'ora che collassi quest'economia
Così vediamo cosa resta dell'ideologia
Per esempio qui le droghe sono sempre aumentate
Ma nessuno da la colpa alle politiche sbagliate
E miss Italia festeggia con la sangria
L'Europa vota a destra ma per strada c'è la anarchia
Non sono gli immigrati, come dicono i giornali
La colpa è di chi guida, e non dei passeggeri
Io sono pattumiera vieni qui a raccogliermi
Io sfotto la bandiera vieni qui e costringimi
Ma la censura in questo caso non funziona più
E il capo tira su col naso su youtube

RIT- Sarà che da bambino m'hanno rotto il muso
Sarà che il primo amore mi ha fatto cornuto
So come ci si sente quando sei escluso
Io mi rifiuto…
Il mio peggior nemico è sempre un mantenuto
Il mio miglior amico è stato detenuto
Siccome il mio pianeta se lo son venduto
Io mi rifiuto…
Io mi rifiuto… 

Giustizia ALL'italiana


Ed ecco che un paese tra i più avanzati al mondo come il nostro non riesce ad arrestare un delinquente/mafioso come Silvio (basti ricordare tra le altre la depenalizzazione del reato di falso in bilancio)  se non con la condanna di incitamento alla prostituzione contro le dichiarazioni contrarie dei testimoni e dei "protagonisti" dei fatti!

Viva l'itaglia!



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And then, one country among the most advanced in the world like ours is able to stop a criminal / mafia-like Silvio (remember among others the decriminalization of the offense of false accounting) only with condemnation of incitement to prostitution, against contrary statements of witnesses and "protagonists" of the facts!

Long live the itaglia!

lunedì 24 giugno 2013

Default dello Stato italiano

Non mi permetto di avvalorarne la notizia, non ne ho le conoscenze, ma insistentemente si parla di DEFAULT GUIDATO dello Stato italiano in modo analogo a quello greco.

Nessuna inflazione, nessun prelievo forzoso (stile Cipro) ma un furto a mani libere perpetrato ai danni dei detentori del debito italico: Buoni di Stato.

Chi ha (in buonissima fede) investito sui Buoni a lungo termine potrebbe vedersi rubata una buona fetta di denaro per poter sopperire al debito di Stato. Quindi tra 10 anni si troverà rimborsato un capitale inferiore da quello investito.

Voci?

[CansùDeRivolta] Niccolò Fabi - Indipendente



Ed ecco la collana [CansùDeRivolta] di artisti ne dialettali ne politicamente schierati che raccontano i disagi della nostra società o del mondo che vorrebbero costruire!


Liryc: Niccolò Fabi - Indipendente

Indipendente voglio essere indipendente
e restare per sempre l'amante di tutto
voglio essere indipendente
non c'è cosa che sia più importante
perchè solo da indipendente si esiste

Il fidanzato intrappolato
nei doveri e negli agi di un rapporto
ha paura di essersi scordato
la sua libertà

Così come il musicista corteggiato
dalle sirene e le insidie dell'industria
vuole proteggere la sua arte dal mercato
la sua qualità

E si ripete

Indipendente voglio essere indipendente
e restare per sempre l'amante di tutto
io voglio essere indipendente
non c'è cosa che sia più importante
perchè solo da indipendente si esiste, si resiste

Il figlio stanco dei suoi genitori
delle loro ingerenze nella sua vita
ha bisogno di trovare una strada propria
la propria felicità
così come il politico che con forza
rivendica le tradizioni della sua regione
e nell'autonomia dallo stato centrale
la propria identità

Tutti ripetono

Indipendenti vogliamo essere indipendenti
e restare per sempre gli amanti di tutto
vogliamo essere indipendenti
non c'è cosa che sia più importante
perchè solo da indipendenti si esiste, si resiste

Ma chi è davvero indipendente ?
tu vuoi essere indipendente
è poi felice chi è indipendente da tutto ?

Indipendente
dall'ossigeno
dal denaro

Indipendente
dal consiglio di un amico

Indipendente
da un passaggio verso casa
dalla donna che si sposa

sabato 22 giugno 2013

[CansùDeRivolta] Fedez - Penisola che non c'è



Ed ecco la collana [CansùDeRivolta] di artisti ne dialettali ne politicamente schierati che raccontano i disagi della nostra società o del mondo che vorrebbero costruire!


Lyrics Fedez - Penisola che non c'è:


I giornalisti il 4° potere
si fan tutti delle gran pere
e fan finta di non sapere
in servilismo verso il potere e il presidente va a puttane
Cambiano le parole
Bella Silvio Latin Lover
troie , ministri ad Honorem
Perdita dei sensi
perdita dell'onore
perdita degli immobili che perdono valore
Perdita del Pudore
perdita del Decoro
ma poi sono solo i poveri che perdono il lavoro
Qui non c'è giustizia quindi vuoi la faida te
perchè se non c'è giustizia qui te la fai da te
il presidente la tangente il vilipendio il suo
avvocato difensore in parlamento che prende il doppio stipendio
il ministro i calendari mentre tu gli straordinari e i
casini giudiziari che non senti ai notiziari
e i ricchi impoveriti e i poveri arricchiti
rincoglioniti poveri e poveri rincoglioniti

RIT
Penisola che non c'è stanchi di subire
Penisola che non c'è bisogno di reagire
Penisola che non c'è uno stato di regime
Penisola che non c'è non c'è è più un avvenire
Penisola che non c'è non si può contraddire
Penisola che non c'è ma cosa vuole dire
Penisola che non c'è mi vogliono punire
Penisola che non c'è non voglio + obbedire


Mia madre va in casa degli altri a stirare le camice
perchè la mia famiglia è stirata come le camicie
la crisi c'è sempre stata come Dio
ma se non sono stato io
forse è stato lo stato di Dio
verità ta frittata rigirata verità
aereo pilotata per la folla ammaestrata
politici comici e comici politici
meglio morire nel 2012
che Expo 2015
qui c'è qualcosa che mi puzza come i cessi chimici
è da un pò che mi tengo tutto dentro come gli stitici
pronto per lo sbarco ,
io sto solo aspettando che i governi cadano come i bambini al parco
Siamo in un epoca senza precedenti
dove non trovi un politico che è senza precedenti
l'occhio del triangolo
ti spia con il grand'angolo
pronto ad ammazzarti appena gridi allo scandalo

RIT
Penisola che non c'è stanchi di subire
Penisola che non c'è bisogno di reagire
Penisola che non c'è uno stato di regime
Penisola che non c'è non c'è è più un avvenire
Penisola che non c'è non si può contraddire
Penisola che non c'è ma cosa vuole dire
Penisola che non c'è mi vogliono punire
Penisola che non c'è non voglio + obbedire

Lega Nord, quale futuro?

Allo stato attuale la Lega Nord soffre un problema di reputazione dopo i problemi (da quelli vere a quelli montati dai mass media) dell'anno passato.

Tante le opinioni su come affrontare questa situazione e spesso si parla di "ritorno alle origini" o "stare al passo con i tempi", cose parzialmente vere ma non risolutive.

Personalmente ritengo che bisogna ri-partire con uno spirito nuovo e più marcato.
Prendiamo i lati positivi della Lega Nord con la purezza e sincerità che ci ha sempre contraddistinti ma con una maturità che promuova con forza il PROGETTO DI MIGLIO.

Un progetto in cui la Padania non è un luogo in cui convogliare il nazionalismo italiano in una forma analoga, ma un luogo REALE con il suo motivo d'esistere e che vada oltre gli attuali concetti di Stato e Confini.
Un concetto innovativo che forse oggi non verrà compreso ma tra 50-100 anni sarà la base perché l'Europa resti una regione evoluta del mondo e la regione padana, italiana, catalana, spagnola, tedesca e così via compartecipino con un mix intelligente di collaborazione e indipendenza verso il miglioramento dei servizi al cittadino e verso i rapporti internazionali.

Questo è il progetto di Miglio e della Lega Nord in cui la Padania non è l'obiettivo ultimo, ma la base dello sviluppo Europeo.

domenica 16 giugno 2013

[CansùPadane] Simone Pianetti - FolkStone


"La figura di Pianetti è tutt’ora ricordata in gran parte dei paesi della valle Brembana come quella di un vendicatore, sovente indicato come raddrizzatore di torti, una sorta di eroe inafferrabile avverso ai poteri forti: prevale infatti l’aspetto “romantico” della vicenda, tralasciando il lato tragico e criminale.
Tant’è che la minaccia di “fare come Pianetti” non lascia indifferenti nemmeno ai giorni nostri. A dimostrazione dell’attualità della figura di Pianetti in quelle zone, è da riportare un incontro svoltosi a Camerata Cornello nel 90º anniversario dalla strage (13 luglio 2004), nel quale i partecipanti riportavano aneddoti, testimonianze e dicerie inerenti alla vicenda, parlandone però con rispetto ed una sorta di timore reverenziale [21]. La figura è inoltre tornata d’attualità anche grazie ad alcune recenti pubblicazioni, alcune romanzate, altre cronografiche, che ripercorrono gli eventi del 13 luglio 1914.
Inoltre la figura di Pianetti è ricordata in canzoni di band bergamasche, tra le quali i Folkstone e le Cucine SCS."

Il senso civico

Nell'epoca moderna si ha l'impressione che tutti abbiano fretta e tutto gli è dovuto.

Sentiamo il proliferare di discorsi secondo i quali "IO ho il diritto di ..." che personalmente comprendo ma non accetto dovendo NOI vivere in una comunità con migliaia di particolarismi.
Ognuno di noi, a mio modesto parere, dovrebbe sentire il dovere a partecipare alla crescita della nostra comunità, ognuno con le proprie passioni, capacità e ambizioni.

Invece il concetto prevalente (giusto di fondo) è: "IO pago le tasse quindi pretendo" e non considera che IO faccio parte di una comunità e la mia partecipazione non è compensabile con i denari.
La crescita di una comunità è sempre avvenuta su interesse diretto della popolazione mentre la sua caduta è sempre conseguenza del disinteresse, anche se delegato al pagamento di un corrispettivo agli amministratori i quali nel migliore dei casi sviluppano la comunità secondo le loro personalissime sensibilità e nel peggiore secondo i loro personalissimi portafogli!

Questo vuole essere un invito a tutti noi a non dimenticare che la comunità non è composta dalle nostre tasse, ma dal nostro interesse al futuro dei nostri figli, nipoti e pronipoti.

Noi abitanti delle moderne polis abbiamo il dovere di non abbandonare a pochi (seppur in buona fede) la gestione del nostro futuro.
Partecipiamo, controlliamo e contribuiamo a modellare il futuro della nostra terra.

sabato 15 giugno 2013

Mosca. La Duma approva la legge anti-gay: 435 a favore, un astenuto, nessun contrario.

Riporto un interessante articolo di Giuseppe Sandro Mela su www.rischiocalcolato.it sulla questione morale


  Il primo scopo di ogni qualsiasi Collettività è quello di essere, di vivere nel tempo, di esistere.
  Se ciò non fosse, essa si estinguerebbe più o meno rapidamente. Scomparirebbe e non avrebbe senso trattare delle caratteristiche di un qualcosa che non é o si auto-destina al non-essere.
  Essendo formata da persone mortali, unica certezza degli umani, ed essendo gli esseri umani generati dal’unione di un maschio con una femmina, ne consegue che la Collettività sopravvive solo sotto la condizione che i suoi membri generino prole in numero almeno eguale al numero dei membri deceduti.
  Da queste semplici considerazioni derivano tutti i concetti metagiuridici che improntano nei diritti positivi di ogni singolo stato il concetto di sacralità della famiglia e della sua difesa. Difendere e tutelare la famiglia come unione inscindibile tra maschio e femmina significa difendere e tutelare la Collettività e la sua discendenza.
  Un altro aspetto troppo spesso scotomizzato consiste nella sia pur banale considerazione di quanto i tempi biologici siano lunghi. Dalla nascita alla maturità affettiva, logica, culturale, ed infine anche economica, passano dai venti ai trenta anni. Gli effetti quindi delle variazioni dei tassi di natalità, in più od in meno, si manifestano molto lentamente nel tempo. Quando iniziano ad essere percepiti nella loro reale portata questi problemi ammettono soluzioni solo nel lunghissimo periodo. Per coglierli serve quindi una spiccata sensibilità del futuro.
  Potrebbe anche solo essere sufficiente considerare gli effetti devastanti che terribili epidemie ebbero sul destino dei popoli, dopo averli falcidiati.
  Tuttavia la sensibilità del futuro non trova albergo in forme culturali immanenti, ove solo l’oggi assume importanza ed, alle volte, il futuro é addirittura negato o ignorato: ci fu anche chi disse «nel lungo termine saremo tutti morti».
  Ma senza il solido concetto del futuro viene anche meno ogni possibilità di speranza. Non avrebbe senso alcuno sperare perché nulla potrebbe realizzarsi in carenza di futuro. L’immanentismo é sinonimo di inemendabile disperazione.
  A ben vedere proprio nella sensibilità al futuro, al saperlo guardare a fil di logica, risiede la differenza tra l’usuale governante e lo statista: l’orizzonte temporale del primo é il tempo che intercorre con le prossime elezioni, mentre invece lo statista sa penetrare i decenni. Lo statista ha lucidamente presente i doveri suoi e della Collettività che governa nei confronti della discendenza. Doveri, non diritti.
  Sono meccanismi delicati, molto delicati, al punto tale da indurre molti a ritenere che nessuna tutela della famiglia sia sufficientemente severa nel preservarla integra.
  Di questi giorni la Duma russa ha approvato in modo plebiscitario una legge che virtualmente elimina sul suolo russo ogni possibile propaganda dalla alla pedofilia all’omosessualità in tutte le sue varianti.
  «Intorno alla Duma si erano radunati più sostenitori che oppositori della legge.»
  Questo provvedimento segue l’istituzione dell’Ordine al Merito dei Genitori, importante riconoscimento civile per le famiglie numerose ed il divieto di adozione di bambini russi in paesi che ammettono le unioni gay.
  Prendiamo atto di alcune frasi pronunciate dal Presidente Putin, prima tra tutte quella con cui si prende in carico «le tradizioni culturali e le norme etiche e morali» del Suo paese.
  «Ciascuno ha i propri standard: se in Olanda un tribunale accetta come lecite le attività di un’organizzazione che diffonde la pedofilia, perché dobbiamo adottare anche noi certi standard?»
  «Dobbiamo reagire a quello che succede intorno a noi»
  Sono parole come macigni, specie perché seguite dai fatti. E tutto questo a soli venti anni dall’implosione del comunismo.

  Italian.ruvr.ru. 2013-05-31. Putin premia le famiglie numerose al Cremlino.
  Il presidente russo Vladimir Putin ha assegnato a dieci famiglie russe l’Ordine al Merito dei Genitori.
  In particolare è stata data questa importante riconoscenza civile alla famiglia Кorochentsev della regione di Rostov, che ha dodici figli.
  Intervenendo durante la cerimonia di premiazione, Putin ha promesso di lavorare per garantire che le famiglie numerose in Russia siano sempre di più e trovino le condizioni adatte per formarsi.

  Italian.ruvr.ru. 2013-05-17. Scontri al Gay Pride di Tbilisi: ferite 17 persone.
  Diciassette persone, tra cui tre poliziotti, sono rimasti feriti negli scontri tra i partecipanti del Gay Pride e i suoi oppositori avvenuti nella capitale della Georgia.
  Secondo le forze dell’ordine, gli scontri più violenti si sono verificati quando un minibus con i partecipanti della manifestazione gay si e’ trovato al centro di una contro-manifestazionee critica dell’omosessualita’ e a difesa dei valori tradizionali, a cui partecipavano migliaia di persone. Contro il bus sono state lanciate pietre che hanno mandato in frantumi le finestre del mezzo. La polizia e’ intervenuta aiutando l’autista del bus a passare tra la folla.

  Italian.ruvr.ru. 2013-03-11. Legge anti-gay a San Pietroburgo.
  Il governatore di San Pietroburgo ha firmato un emendamento alla legge locale che prevede sanzioni amministrative per l’istigazione alla pedofilia ed all’omosessualità tra i minori.
  La legge entrerà in vigore tra dieci giorni. Secondo il testo della legge, le azioni pubbliche tese a promuovere la sodomia, il lesbismo, la bisessualità, la transessualità tra i minori comportano una sanzione amministrativa di 5000 rubli (circa 125 euro) per i cittadini comuni, di 50.000 rubli per i pubblici ufficiali (circa 1.250 euro) e per i soggetti giuridici da 250.000 fino a 500.000 rubli (da 6.250 a 12.500 euro circa).

  MOSCOW, June 11 (RIA Novosti) – Russia’s lower house of parliament on Tuesday gave its final approval for a controversial “anti-gay” bill, with only one of the 436 lawmakers present abstaining and no votes against, after a day of clashes outside the building and dozens of arrests by police.
  The bill seeks to ban the “the promotion of non-traditional sexual relationships,” making such acts punishable by a fine of up to 1 million rubles ($30,000).
  The first draft of the bill, passed by the State Duma on January 25, used the term “homosexuality” but this was replaced by the term “non-traditional sexual relationships,” in the final version Tuesday.
To become law the bill must now be passed by the Federation Council – Russia’s upper house of parliament – and signed by President Vladimir Putin. Both steps are likely to be mere formalities.
  About 20 protesters were detained outside the parliament building, police said. Gay rights demonstrators reportedly scuffled with Russian Orthodox activists, who were chanting, “Russia is not Sodom!” and throwing eggs and bundles of stinging nettles. Some of the men and women rallying against the bill kissed in an act of protest.
  The LGBT demonstrators were heavily outnumbered by the anti-gay activists, Reuters reported.
  After deputies who supported the bill emerged from parliament later in the day, they were met with cheers from anti-gay activists, and some of the lawmakers were tossed into the air in celebration, according to Russian media reports.
Ilya Ponomarev, a lawmaker with the minority A Just Russia party, was the only deputy to abstain from the vote, Vice Speaker Sergei Zheleznyak, a member of the ruling United Russia party, was quoted as saying.
  There are a total of 450 deputies in the State Duma, and a majority of 226 was needed for the bill to pass.
  If the bill is signed into law by Putin, the “promotion of non-traditional sexual relationships” will be punishable by fines from 4,000 ($120) to 5,000 rubles ($160) for individuals, from 40,000 ($1,200) to 50,000 ($1,500) for officials, and from 800,000 ($25,000) to 1 million rubles ($31,000) for organizations.
  There will also be tougher fines for promoting such relationships in the media or on the Internet: from 50,000 rubles to 1 million rubles, or even 90 days of arrest for people involved in organizations found guilty of the offense.
  The legislation has been condemned by human rights groups, which fear that its vague wording will allow law enforcement authorities to target the LGBT community.

  A Mosca presso la Duma ci sono stati momenti di tensione tra i sostenitori e gli oppositori del disegno di legge per vietare la “promozione dei rapporti sessuali non tradizionali”, sul quale i parlamentari stanno discutendo.
  Un piccolo gruppo di oppositori del disegno di legge è stato circondato da una folla di sostenitori della legge. Ben presto e’ scoppiata una rissa, subito sedata dalla polizia. Ci sono stati dei fermi da entrambe le parti.
  Intorno alla Duma si erano radunati più sostenitori che oppositori della legge. Alcuni dei sostenitori mostravano magliette con la scritta “Ortodossia o morte”.
Durante la discussione della legge che vieta la propaganda dell’omosessualita’ la maggioranza dei deputati pare orientata all’approvazione del documento.
  La votazione finale si svolgerà questa sera.

  Dopo aver bloccato le adozioni di bimbi russi negli Stati Uniti, Mosca si prepara a rivedere gli accordi stretti con altri Paesi. Nei confronti di Washington la radice del problema è politica: ora invece le obiezioni di Vladimir Putin riguardano i Paesi in cui vengono legalizzati i matrimoni civili e le adozioni per le coppie omosessuali, a partire dalla Francia dove il Parlamento ha appena dato il via libera alla relativa legge. «Considero pienamente lecito effettuare dei cambiamenti ai relativi accordi”, ha detto il presidente russo durante un incontro con i deputati della Duma, invitando i Paesi stranieri a rispettare “le tradizioni culturali e le norme etiche e morali” della Russia.
  Alla riunione, il problema era stato posto da una deputata di Kaliningrad, Marina Orgieva, secondo cui venire affidati a genitori dello stesso sesso “farà del male” ai bambini russi. Alla sua richiesta di rivedere gli accordi sulle adozioni internazionali con la Francia e i Paesi con leggi simili, Putin le ha dato ragione. “Dobbiamo reagire a quello che succede intorno a noi”, ha detto il presidente citato dall’agenzia Interfax . Valentina Matvienko, presidente del Consiglio della Federazione, ha assicurato che i relativi emendamenti sono già in lavorazione. L’accordo attualmente in vigore tra Russia e Francia sulle adozioni è stato ratificato nel luglio 2012, e per numero di bambini russi adottati – gli orfani in Russia sono 650mila – la Francia oggi è al quarto posto.
  A inizio aprile, in viaggio in Germania e Olanda, Putin aveva affrontato l’argomento affermando che la legalizzazione delle unioni tra persone dello stesso sesso in Russia non sarebbe accettabile, anche se – ha detto Putin – i diritti dei gay vengono rispettati. Sul tema era tornato anche giovedì, durante la lunga maratona tv in cui ha risposto a centinaia di domande di ascoltatori: “Ciascuno ha i propri standard – ha spiegato il presidente russo – : se in Olanda un tribunale accetta come lecite le attività di un’organizzazione che diffonde la pedofilia, perché dobbiamo adottare anche noi certi standard?”. Tornando sulle unioni gay, Putin ha invitato a pensarle in riferimento alla Cecenia. “Ve lo immaginate? Bisogna ricordare in che Paese viviamo!”.
  A fine 2012 Mosca aveva invece proibito le adozioni da parte di famiglie americane – che ne garantivano il maggior numero, 45mila orfani dal 1999 – rifacendosi a recenti casi di abusi subiti da bambini russi, 19 dei quali morti negli ultimi dieci anni. In realtà, la decisione è considerata una risposta alla legge Magnitskij adottata dal Congresso americano, che ha posto sotto sanzione una serie di alti funzionari russi ritenuti responsabili di abusi di diritti umani.