giovedì 25 luglio 2013

Perchè sostenere la causa indipendentista?



In italia la parola "indipendenza" viene spesso legata a un'accezione negativa perché associata a un'altro termine molto simile: "secessione".

Ma riprendendo la descrizione d'"indipendenza" si appura che questa "è la situazione in cui un Paese non è sottomesso all'autorità di un altro".
È il processo di maturazione di un popolo che ambisce ad autogestire dei settori fondamentali per il proprio territorio.

Nel caso italiano, questa forma d'indipendenza fu prevista dalla Costituzione con l'istituzione di organi di governo più vicini al territorio quali le Regioni e le Province.
Questo indipendentismo costituzionale fu subito disatteso nella stessa Carta perché prevedeva un numero limitatissimo di competenze spettanti a questi organi creando di fatto delle scatole vuote: dei carrozzoni!

La spinta indipendentista però non fu mai sopita ne a destra ne a sinistra tanto che a fine anni '80 venne depositata in Parlamento una proposta di legge costituzionale che correggesse l'ambiguità normativa specificando solo i campi d'azione del Governo centrale (sicurezza nazionale, politica monetaria e politica estera) e cedendo di conseguenza tutto il resto alle Regioni.

Questa proposta, come tipico del sistema lobbistico e burocratico italiano, è stata lasciata morire fino alla modifica dell'art 117 nel 2001 che pose la traccia del cambiamento da seguire ma in sostanza non diede grandi miglioramenti.

Ad ogni modo, il passo parallelo a una norma di questo tipo è il rimodulamento delle Regioni con la loro fusione in macro-regioni (previsti dalla Costituzione del 1948) perché sono enti troppo grandi per raggiungere il singolo cittadino e troppo piccoli per raffrontarsi con lo Stato centrale.
Questa fusione in 3-4 macro-regioni + isole permette la creazione de facto di uno Stato di forma federale concedendo agli organi territoriali l'autonomia legislativa adeguata e la responsabilità per ottimizzare l'amministrazione della finanza pubblica.

"Indipendenza" non è sinonimo di "autarchia" ma anzi offre tanti vantaggi tra i quali:
1. Responsabilizzazione etica ed economica degli amministratori locali che rispondono direttamente ai cittadini
2. Maggior trasparenza di spesa in quanto i soldi non si allontanano dal territorio e vengono investiti su progetti definiti
3. Possibilità di un processo decisionale dal basso con referendum mirati su un'area ben delimitata con esigenze più uniformi
4. Gestione meno dispersiva/dispendiosa della finanza pubblica con conseguenti risparmi destinabili a fondi di perequazione strutturati secondo le esigenze reali dei territori disagiati della Federazione

Ma qua la domanda posta da alcuni è: con l'indipendenza si corre il rischio che il passo successivo sia la secessione?
Si, questo rischio è reale sul piano teorico ma nel momento in cui contestualizziamo il legame esistente tra i popoli italiani e la fase storica in cui viviamo sarebbe deleteria ogni forma di divisione netta.

Parimenti è deleteria ogni forma statale che mantenga il parassitismo odierno
Serve il coraggio di far crescere i futuri uomini e donne con valori etici e di libertà saldi e sopratutto serve che i politici di oggi lascino ogni pregiudizio e facciano quelle riforme utili alla crescita della nostra società.