venerdì 26 luglio 2013

Fondi solo per i neonati italiani - esposto contro il Comune di Serina


PREMESSA:
a tutti gli amici che non credono al fatto che gli extracomunitari hanno più diritti dei cittadini italiani li invito (fisicamente) a recarsi in qualche pronto soccorso, ASL, Comune o sindacato e stanziarvi qualche giorno per vedere con i vostri occhi le agevolazioni e gli aiuti che gli diamo.
Per citarne qualcuno: alimenti gratis dalla caritas, priorità per le case popolari, pensione minima al nonno che vive in Marocco (per dire un paese a caso) e non ha mai versato 1€ di contributo, assistenza sanitaria sempre gratuita (esentati da ticket), lezioni su come disattendere i mandati di espulsione, matrimoni combinati.


Ecco l'articolo tratto da L'Eco d Bergamo

L'Asgi (Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione) e la Cooperativa sociale Ruah di Bergamo hanno depositato un ricorso al Tribunale di Bergamo contro il Regolamento Comunale di Serina (Bergamo), approvato con delibera risalente all'agosto 2003, che prevede un contributo  alle famiglie per nuove nascite pari a circa 520 euro, riservandolo ai soli bambini di cittadinanza italiana.

«Le associazioni ricorrenti - si legge in un comunicato stampa - sottolineano come la discriminazione operata dal Comune di Serina nei confronti dei bambini di nazionalità straniera e delle loro famiglie, si pone in contrasto con tutta una serie di norme di natura costituzionale, internazionale (Convenzione diritti del fanciullo) e legislativa che non ammettono distinzioni tra cittadini e non nella fruizione delle prestazioni di assistenza sociale e di sostegno al reddito familiare».  

Le associazioni fanno presente di aver presentato ricorso al Tribunale di Bergamo, «dopo che nel giugno scorso avevano segnalato con apposita lettera al Sindaco di Serina  il carattere illegittimo e discriminatorio del Regolamento comunale chiedendone la modifica, senza ottenere alcuna risposta».

Il ricorso presentato al Tribunale di Bergamo fa seguito ad alcune decine di azioni giudiziarie  già presentate dall'ASGI negli anni e mesi scorsi dinanzi ai tribunali lombardi, principalmente di Brescia e Bergamo, «contro analoghi provvedimenti discriminatori approvati da enti locali e che nella quasi totalità dei casi si sono risolti con la condanna delle amministrazioni locali.
Con il ricorso presentato, le associazioni ricorrenti chiedono al giudice di Bergamo di accertare e dichiarare il carattere discriminatorio del Regolamento comunale di Serina, di ordinare conseguentemente al Sindaco di modificarlo eliminando ogni discriminazione nei confronti dei bambini e delle famiglie straniere, e di pagare  il beneficio ai figli di genitori stranieri che ne avrebbero avuto diritto se non avesse operato la discriminazione basata sulla nazionalità, con effetto retroattivo dal momento in cui il Regolamento è entrato in vigore». 

«Secondo quanto previsto dalla legislazione italiana in materia di azioni giudiziarie anti-discriminazione  - si legge ancora nel comunicato stampa in cui si dà comunicazione della presentazione del ricorso - , in recepimento dell'apposita direttiva europea, le associazioni ricorrenti chiedono inoltre al giudice di Bergamo che ordini la pubblicazione, a spese del Comune di Serina, dell'apposita ordinanza giudiziaria  su "La Repubblica" o altro  quotidiano di rilevanza nazionale».


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E chi paga? Sempre il somaro Lombardo!