venerdì 17 giugno 2011

Sanità, con il federalismo risparmi per 4-5 miliardi

La cura per mettere in ordine i conti di asl e ospedali e produrre consistenti risparmi di spesa sanitaria, è affidata a due parole magiche: efficienza e qualità. Che dovranno portare con sé, senza sconti, la lotta agli sprechi. Snodo cruciale saranno i costi standard, che dovrebbero garantire tra i 4 e i 5 miliardi di risparmi. Accompagnando il tutto con altri interventi già in cantiere: dalla stretta sull'acquisto di beni e servizi ai farmaci, dal personale ai ricoveri. Senza tralasciare l'impulso sempre più deciso che sarà dato in prospettiva alla sanità integrativa, verso la quale indirizzare spese di più già ora trascurate dal Ssn, a cominciare da odontoiatria e long term care.

Tutto avverrà, per legge tra il 2012 e il 2013: a fine 2012 scadrà il «Patto» per la salute, nel 2013 partiranno i costi standard sanitari sulla base dei bilanci 2011, con tanto di benckhmark tra le 3 regioni migliori: una del nord (la Lombardia), una del centro (Toscana), una del sud (la Basilicata).

Mettendo ordine nelle differenze abissali tra Regioni: dalla durata di un ricovero prima dell'operazione (in Molise dura il 50% più che in Lombardia ed Emilia) ai ricoveri inappropriati (tutto il sud è in fondo alle classifiche) fino ai parti cesarei (62% in Campania contro il 23% a Bolzano). Per non dire degli acquisti fuori ordinanza di attrezzature: una tac identica è costata 1.554 o 999 euro, sempre in Campania; una siringa da 5ml assolutamente uguale 5 centesimi in Sicilia e solo 3 in Toscana. Non è un caso che nel decreto su premi e sanzioni legato al federalismo fiscale, si preveda dal 2012 un bonus per chi istituisce una centrale acquisti e gare per importi di alto valore. Per risparmiare, naturalmente. Anche in vista dell'elaborazione dei prezzi di riferimento per l'acquisto di prestazioni e servizi sanitari e non: chi spenderà di più dovrà segnalarlo alla Corte dei conti, con tutte le (eventuali) conseguenze del caso.

dal quotidiano il Sole 24 Ore

Lo stesso principio dei costi standard verrà applicato agli enti pubblici, COMPRESI I MINISTERI:
"Sul trasferimento di alcuni ministeri al Nord la Lega non si è spostata di un millimetro". Lo ribadisce il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, che a margine di un visita in un mercato rionale di Milano parlando con i giornalisti spiega: "Avevamo deciso di farlo subito tanto che su questo avevamo avuto la garanzia del presidente del Consiglio. C'era però il rischio che la cosa venisse scambiata per campagna elettorale, ma la questione è profondissima per essere coinvolta nella campagana elettorale per il ballottaggio, e quindi abbiamo rinviato"