mercoledì 22 ottobre 2008

Decreto Gelmini

Non si placa la protesta contro la riforma della scuola.
Ieri, in piazza Cadorna a Milano, un migliaio di manifestanti hanno tentato di entrare in stazione per bloccare i treni, ma sono stati respinti dai carabinieri.

I punti "rivoluzionari" del decreto Gelmini sono QUESTI.

Citando l'articolo:
L’Unione degli Studenti ribadisce così la propria contrarietà all’introduzione del voto in condotta che “ribalta uno dei principi fondamentali dello Statuto degli studenti e delle studentesse, cancellando in un solo colpo i risultati di decenni di lotte per il primato del profitto e della qualità dell’insegnamento”. “Ci opponiamo al voto di condotta in quanto crediamo in una scuola che si basi sulla partecipazione degli studenti e sull’inclusione costruttiva delle marginalità - si legge nel comunicato - non in una scuola che, con un’impressionante balzo indietro ai ‘decreti regi’, sa rispondere alla violenza ed al bullismo solo con la repressione”.

A parer mio, la reintroduzione del voto in condotta non è solo positivo, ma è ESSENZIALE per la formazione degli studenti. Come si fa a non volere la reintroduzione del voto in condotta e lamentarsi se uno studente fa un video a scuola e lo mette su youtube? Questi fatti generano "scandalo", si afferma che è necessaria una lotta ai bulli, e non si approvano i metodi per punirli?

Altro punto: Le fondazioni.
I protestanti affermano che la trasformazione delle Università in fondazioni è dannosa e anti-economica per lo studente, anche perchè alla fondazione subentreranno anche soggetti privati che potrebbero -inoltre- trarre profitto dai fondi universitari.
Peccato che il testo reciti:
Art.16 comma 1
[...]La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta (falso quindi che TUTTE le università diverranno AUTOMATICAMENTE fondazioni. n.d.a) ed e' approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. [...]
comma 4
4. Le fondazioni universitarie sono enti non commerciali e perseguono i propri scopi secondo le modalità consentite dalla loro natura giuridica e operano nel rispetto dei principi di economicità della gestione. Non e' ammessa in ogni caso la distribuzione di utili, in qualsiasi forma. Eventuali proventi, rendite o altri utili derivanti dallo svolgimento delle attività previste dagli statuti delle fondazioni universitarie sono destinati interamente al perseguimento degli scopi delle medesime.

NON E' VERO che le rette aumenteranno. Anzi, ci saranno penalità per gli Atenei con rette troppo alte.
NON E' VERO che le università diventaranno private. La "governance" dell'Ateneo rimarrà infatti pubblica.

Altro punto: il "taglio" ai fondi universitari.
Innanzitutto c'è da dire una cosa: molti studenti contestatori hanno affermato che "Si sono tagliati i fondi universitari per darli a Catania e a Napoli". Mi sorge spontanea una domanda: se la stessa frase fosse stata detta da un esponente della Lega Nord, che scandalo non sarebbe stato?!?

La cosa più dannosa che esista è la GENERALIZZAZIONE.

Riguardo al "monitoraggio della finanza pubblica il testo recita":

Art.60

1. Per il triennio 2009-2011 le dotazioni finanziarie, a legislazione vigente, delle missioni di spesa di ciascun Ministero, sono ridotte per gli importi indicati nell'elenco n. 1, con separata indicazione della componente relativa a competenze predeterminate per legge.

2. Dalle riduzioni di cui al comma 1 sono escluse le dotazioni di spesa di ciascuna missione connesse a stipendi, assegni, pensioni e altre spese fisse; alle spese per interessi; alle poste correttive e compensative delle entrate, comprese le regolazioni contabili con le regioni; ai trasferimenti a favore degli enti territoriali aventi natura obbligatoria; del fondo ordinario delle università; delle risorse destinate alla ricerca; delle risorse destinate al finanziamento del 5 per mille delle imposte sui redditi delle persone fisiche; nonche' quelle dipendenti da parametri stabiliti dalla legge o derivanti da accordi internazionali.


Ecco i dati del fondo finanziamento ordinario dell'università:
Anno 2001: 7.087.865 €
Anno 2006: 6.820.698 €
Anno 2008: 6.893.577 €

Come mai quando il governo Prodi tagliò i fondi in maniera più "pesante" (relativamente più pesante visto che 70mila euro non sono "molti") gli unici a protestare eravamo noi?


BASTA CON LE PROTESTE TELECOMANDATE



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