giovedì 2 gennaio 2014

Primo giornale dell'anno, un bollettino di guerra!

EcoDiBergamo
-Autostrade più care, ma nessuna variazione in meridione
- Accoltellamento tra magrebini
- Marocchino ubriaco minaccia e poi le prende da 15 bergamaschi
- Due albanesi arrestati per furto in appartamento
- Dentista preso a bottigliette e rapinato da un marocchino
- Romeno litiga con la ex, la picchia e scappa con la sua auto

Prova a indovinare, di questi, in quanti la faranno franca?

Che tu sia Lombardo e Padano o meno non importa, se sei anche solo una persona ONESTA ti devi SVEGLIARE!!!!

PS: la notizia più bella è di un ragazzino pugliese emigrato a Bergamo che, tornato a casa in ferie, s'è messo a pulire un parco grazie all'educazione civica impartita da una nostra scuola 

Il motore si riaccende

Dal Sole 24 Ore http://bit.ly/19LdlSG

Il motore si riaccende
di Luca Orlando

«La verità è che c'è una paura maledetta ad assumere, le aziende stanno a guardare quello che succede». Francesco Verga, presidente di Unindustria Como sintetizza così il mood del momento, caratterizzato da una perdurante incertezza.
I segnali di fine crisi in Lombardia ci sono, dalla mini-ripresa della produzione alla crescita degli ordini esteri.
Spiccioli però, insufficienti a rilanciare l'occupazione, come ricorda il presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca, e ancora eterogenei nelle loro manifestazioni. Tutti gli occhi in effetti sono puntati qui, in Lombardia, perché se il principale motore dell'economia nazionale non riparte è impossibile che il Paese ritrovi la crescita.

sabato 9 novembre 2013

ATTENZIONE! Le regioni del Nord impongono le condizioni allo Stato: più efficienza!



Nonostante la notizia sia di quelle importanti, il risalto mediatico che è stato dato all'accordo del tavolo Stato-Regioni non gli rende certo merito.

Riprendiamo quindi la notizia e diamole il giusto valore.

Pochi giorni fa, durante la Conferenza delle Regioni, i 3 governatori leghisti di Piemonte, Lombardia e Veneto hanno imposto che i costi standard nella Sanità vengano applicatati immediatamente fin da fine 2013 e non dal 2015 come richiesto dallo Stato Centrale e dalle altre Regioni in difficoltà finanziaria.
Questa manovra alleggerisce di circa 50 milioni i conti della sola Regione Lombardia permettendo ingenti risparmi per le tasche dei cittadini Lombardi.

mercoledì 6 novembre 2013

L'allodola - Bobby Sands - One Day In My Life

Sto leggendo "One day in my life", un libro che racconta la storia di Bobby Sands.
Un indipendentista irlandese che morî orgogliosamente nel 1981 in un carcere inglese in seguito a uno sciopero della fame durato 66 giorni.
Protestô per il bene di un popolo continuamente offeso e maltrattato fino a subire umilianti sevizie  carceri inglesi.



Non servono commenti per il racconto che segue.

sabato 21 settembre 2013

La legge sulla Cittadinanza Svizzera



Continuando il discorso con tema "Immigrazione e cittadinanza", trovo interessante seguire il sistema Svizzero che da lezioni di Democrazia (con la "D" maiuscola).

Premettiamo semplicemente che la legge attuale permette di richiedere la cittadinanza dopo 10 anni di permesso C (lavorativo) dando molto peso al giudizio dei Comuni e dei Cantoni.
Il candidato-cittadino deve avere dei requisiti sia lavorativi che di conoscenze adeguate per ambire al passaporto rossocrociato.

Ecco un articolo interessante sul dibattito in corso:

venerdì 2 agosto 2013

Perchè NO allo Ius soli?



Il tema dell'immigrazione è molto delicato perché da ogni schieramento esiste una volontà politica di strumentalizzarlo, chi PRO e chi CONTRO.

Vediamo innanzitutto qualche cifra:

mercoledì 31 luglio 2013

venerdì 26 luglio 2013

Fondi solo per i neonati italiani - esposto contro il Comune di Serina


PREMESSA:
a tutti gli amici che non credono al fatto che gli extracomunitari hanno più diritti dei cittadini italiani li invito (fisicamente) a recarsi in qualche pronto soccorso, ASL, Comune o sindacato e stanziarvi qualche giorno per vedere con i vostri occhi le agevolazioni e gli aiuti che gli diamo.
Per citarne qualcuno: alimenti gratis dalla caritas, priorità per le case popolari, pensione minima al nonno che vive in Marocco (per dire un paese a caso) e non ha mai versato 1€ di contributo, assistenza sanitaria sempre gratuita (esentati da ticket), lezioni su come disattendere i mandati di espulsione, matrimoni combinati.


Ecco l'articolo tratto da L'Eco d Bergamo

L'Asgi (Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione) e la Cooperativa sociale Ruah di Bergamo hanno depositato un ricorso al Tribunale di Bergamo contro il Regolamento Comunale di Serina (Bergamo), approvato con delibera risalente all'agosto 2003, che prevede un contributo  alle famiglie per nuove nascite pari a circa 520 euro, riservandolo ai soli bambini di cittadinanza italiana.

«Le associazioni ricorrenti - si legge in un comunicato stampa - sottolineano come la discriminazione operata dal Comune di Serina nei confronti dei bambini di nazionalità straniera e delle loro famiglie, si pone in contrasto con tutta una serie di norme di natura costituzionale, internazionale (Convenzione diritti del fanciullo) e legislativa che non ammettono distinzioni tra cittadini e non nella fruizione delle prestazioni di assistenza sociale e di sostegno al reddito familiare».  

Le associazioni fanno presente di aver presentato ricorso al Tribunale di Bergamo, «dopo che nel giugno scorso avevano segnalato con apposita lettera al Sindaco di Serina  il carattere illegittimo e discriminatorio del Regolamento comunale chiedendone la modifica, senza ottenere alcuna risposta».

Il ricorso presentato al Tribunale di Bergamo fa seguito ad alcune decine di azioni giudiziarie  già presentate dall'ASGI negli anni e mesi scorsi dinanzi ai tribunali lombardi, principalmente di Brescia e Bergamo, «contro analoghi provvedimenti discriminatori approvati da enti locali e che nella quasi totalità dei casi si sono risolti con la condanna delle amministrazioni locali.
Con il ricorso presentato, le associazioni ricorrenti chiedono al giudice di Bergamo di accertare e dichiarare il carattere discriminatorio del Regolamento comunale di Serina, di ordinare conseguentemente al Sindaco di modificarlo eliminando ogni discriminazione nei confronti dei bambini e delle famiglie straniere, e di pagare  il beneficio ai figli di genitori stranieri che ne avrebbero avuto diritto se non avesse operato la discriminazione basata sulla nazionalità, con effetto retroattivo dal momento in cui il Regolamento è entrato in vigore». 

«Secondo quanto previsto dalla legislazione italiana in materia di azioni giudiziarie anti-discriminazione  - si legge ancora nel comunicato stampa in cui si dà comunicazione della presentazione del ricorso - , in recepimento dell'apposita direttiva europea, le associazioni ricorrenti chiedono inoltre al giudice di Bergamo che ordini la pubblicazione, a spese del Comune di Serina, dell'apposita ordinanza giudiziaria  su "La Repubblica" o altro  quotidiano di rilevanza nazionale».


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E chi paga? Sempre il somaro Lombardo! 

giovedì 25 luglio 2013

Indipendenza: a Brescia passa la mozione per il referendum


E adesso? “Adesso, se io fossi il presidente Molgora, scriverei al presidente della Regione, ai Comuni, alle Comunità Montane, e direi che il consiglio provinciale bresciano ha approvato, e con larga maggioranza, la mozione per sostenere il referendum consultivo per l’indipendenza della Lombardia”.
La prima bandiera sulla Luna, sul desertico orizzonte lunare della politica l’ha piantata Brescia. E vorrà dire pur qualcosa se un’area di 1 milione e 300mila abitanti, ricorda Giulio Arrighini, promotore della mozione e segretario di Indipendenza Lombarda, fa da guastatore nell’aprire il varco ai “barbari” che trovano come controparte un esercito bolso da decadenza dell’impero.
“Insomma, il risultato c’è, ed è il primo tassello di un mosaico che impone che la politica esprima o dissenso o necessità di aprire dopo questo nuovi varchi. Il 30 luglio attendiamo poi  in Veneto in Consiglio regionale l’apertura della discussione sul pdl per l’indipendenza. Contrariamente – spiega Arrighini – a chi dà per fine a se stessa se non addirittura sul viale del tramonto, la rivendicazione dell’autodeterminazione, io vedo invece che le nostre “sacche di resistenza” non sono ininfluenti, il risveglio delle coscienze è effettivo, non si è fatto del tutto mortificare dagli ingannevoli proclami del passato.
Poi… mi sia concesso dire che l’approvazione rappresenta per me l’ato più importante di tutta la mia esperienza politica. Per certi versi, non solo una meta ma un nuovo inizio”.
Arrighini, si è detto che ora spetta al vostro presidente sollecitare e fare sistema.
“Non chiediamo nulla che non sia dovuto. Il comma 6 dell’articolo 46 del regolamento afferma che dopo 30 giorni da questo voto, il presidente e la giunta provinciale rendano conto di come hanno dato seguito all’esito del parere consiliare. Tanto per capirci, noi abbiamo acceso una scintilla, adesso la politica deve dare prova di coerenza con una mobilitazione istituzionale che coinvolga tutta la Regione, per promuovere non solo la raccolta firme ma per riproporre lo schema della mozione, la cui paternità lo ricordiamo è del comitato Color44, affinché Brescia non resti sola. Milano, Como, Cremona, Pavia, Sondrio, Varese… Mantova… Le province, i comuni… Ci aspettiamo che chi ha dato corso a questo risultato, allarghi il peso istituzionale della mozione”.
Che è stata votata da…?
“20 sì, 8 no, 1 astenuto. Il centrodestra ha appoggiato l’inziativa. La sinistra ha votato contro anche sem guardando con attenzione i numeri, ne mancano 3 all’appello…”.
Come dire, non ci mettiamo troppo di traverso?
“Più o meno. Sorprendente il voto di Fratelli d’Italia: favorevole. Hanno specificato che non voteranno a favore dell’indipendenza, nel referendum, ma questo non toglie che il popolo lombardo non abbia il diritto di esprimersi, di far sapere”.
“In tanti di anni di nulla di fatto, che un’amministrazione lombarda esorti un referendum sull’indipendenza… è una data storica. Possiamo forzare la mano e dire che, come accaduto già in passate tornate elettorali, il perimetro che si potrebbe delineare è quello di un lombardo-veneto identitario”.
C’è chi contesta che non esista una identità lombarda.
“Si può contestare un fatto, ma l’identità resta. La sinistra tradizionalmente impugna questa ideologia negazionista, ma la storia dice altro, nonostante la difficoltà politica ad affermare nei numeri il principio dell’indipendenza.
Faccio una citazione e poi lascio che il lettore o il detrattore rifletta.
“La Lombardia assunse uno Statuto Politico preciso nel XII secolo, quando le sue città si schierarono contro Federico Barbarossa. Terra di città, borghi e di fertili campi, nel Medioevo la Lombardia era sopprattutto una regione di centri politici autonomi, che non raggiunse mai una forte unità istituzionale centralizzata, tanto che già allora alcuni osservarono che se i Lombardi avessero avuto un re, questi non avrebbe avuto uguali sulla terra. Pertanto da alcuni anni molti ricercatori indagano l’influsso che le istituzioni hanno avuto sulla storia politica e sociale della Lombardia. La crescita della popolazione, la conquista di nuove aree di coltura, la costruzione dei castelli, i rapporti tra la signoria territoriale e quella fondiaria sono qui tratteggiati, mettendo in luce la forza trainante che nel medioevo ebbero le campagne, “luogo di incubazione di forze sociali e produttive, di ceti dirigenti nobiliari e di ceti artigianali di liberi”. E’ tratto da Storia della Lombardia Medioevale- , di Giancarlo Andenna, Professore ordinario di Storia Medievale presso la sede di Brescia dell’Università Cattolica di Milano. Ecco, questa se vogliamo è la cornice “teorica””.
Serve il coraggio politico, la concretezza.
“Noi la nostra parte l’abbiamo fatta, adesso vediamo quanti escono allo scoperto. Certo è che se noi, come Indipendenza Lombarda, siamo riusciti a portare a casa con alleanze trasversali, questo dato politico non indifferente, ci aspettiamo che la presa di posizione ai livelli più alti diventi un piano di guerra contro Roma. Noi da Roma non abbiamo bisogno di nulla. Forse altri ancora sì, e da elementi stabilizzatori del sistema quali sono, sono chiamati a moderarsi e a fare da garanti, con l’abito di un altro monaco, di poteri forti”. 

Perchè sostenere la causa indipendentista?



In italia la parola "indipendenza" viene spesso legata a un'accezione negativa perché associata a un'altro termine molto simile: "secessione".

Ma riprendendo la descrizione d'"indipendenza" si appura che questa "è la situazione in cui un Paese non è sottomesso all'autorità di un altro".
È il processo di maturazione di un popolo che ambisce ad autogestire dei settori fondamentali per il proprio territorio.

Nel caso italiano, questa forma d'indipendenza fu prevista dalla Costituzione con l'istituzione di organi di governo più vicini al territorio quali le Regioni e le Province.
Questo indipendentismo costituzionale fu subito disatteso nella stessa Carta perché prevedeva un numero limitatissimo di competenze spettanti a questi organi creando di fatto delle scatole vuote: dei carrozzoni!

La spinta indipendentista però non fu mai sopita ne a destra ne a sinistra tanto che a fine anni '80 venne depositata in Parlamento una proposta di legge costituzionale che correggesse l'ambiguità normativa specificando solo i campi d'azione del Governo centrale (sicurezza nazionale, politica monetaria e politica estera) e cedendo di conseguenza tutto il resto alle Regioni.

Questa proposta, come tipico del sistema lobbistico e burocratico italiano, è stata lasciata morire fino alla modifica dell'art 117 nel 2001 che pose la traccia del cambiamento da seguire ma in sostanza non diede grandi miglioramenti.

Ad ogni modo, il passo parallelo a una norma di questo tipo è il rimodulamento delle Regioni con la loro fusione in macro-regioni (previsti dalla Costituzione del 1948) perché sono enti troppo grandi per raggiungere il singolo cittadino e troppo piccoli per raffrontarsi con lo Stato centrale.
Questa fusione in 3-4 macro-regioni + isole permette la creazione de facto di uno Stato di forma federale concedendo agli organi territoriali l'autonomia legislativa adeguata e la responsabilità per ottimizzare l'amministrazione della finanza pubblica.

"Indipendenza" non è sinonimo di "autarchia" ma anzi offre tanti vantaggi tra i quali:
1. Responsabilizzazione etica ed economica degli amministratori locali che rispondono direttamente ai cittadini
2. Maggior trasparenza di spesa in quanto i soldi non si allontanano dal territorio e vengono investiti su progetti definiti
3. Possibilità di un processo decisionale dal basso con referendum mirati su un'area ben delimitata con esigenze più uniformi
4. Gestione meno dispersiva/dispendiosa della finanza pubblica con conseguenti risparmi destinabili a fondi di perequazione strutturati secondo le esigenze reali dei territori disagiati della Federazione

Ma qua la domanda posta da alcuni è: con l'indipendenza si corre il rischio che il passo successivo sia la secessione?
Si, questo rischio è reale sul piano teorico ma nel momento in cui contestualizziamo il legame esistente tra i popoli italiani e la fase storica in cui viviamo sarebbe deleteria ogni forma di divisione netta.

Parimenti è deleteria ogni forma statale che mantenga il parassitismo odierno
Serve il coraggio di far crescere i futuri uomini e donne con valori etici e di libertà saldi e sopratutto serve che i politici di oggi lascino ogni pregiudizio e facciano quelle riforme utili alla crescita della nostra società.